pasquale aiello
foto e progetti

Sono nato a Catanzaro il 4 marzo 1958 e vivo a Roma dal 1960.

Provo a rappresentare per immagini la realtà che mi circonda dal 1977.
In quegli anni, per certi aspetti difficili, comincio a percepire la fotografia come straordinario strumento di conoscenza e comunicazione. Uno strumento che, attraverso il gesto fotografico, stimola ad avvicinare realtà a volte distanti ed apparentemente difficili da analizzare ed interpretare.
Comincio anche a capire il tasso di responsabilità che comporta l'atto fotografico e per questo motivo alterno, a momenti in cui prevale lo scatto, altri momenti in cui è lo studio (soprattutto della comunicazione visiva) ad occupare il tempo dedicato alla fotografia.

Preferisco esprimermi attraverso progetti fotografici, articolati in serie di immagini, scrivendo anche dei brevi testi e facendo preventivamente approfondimenti e ricerche sul campo.

Con questa metodologia mi sono occupato, negli anni, delle trasformazioni del territorio (in particolare di quello metropolitano di Roma), dei riflessi di queste modificazioni sul paesaggio (ed inevitabilmente sulle relazioni antropiche), di archeologia industriale, di istanze sociali legate anche al mondo del lavoro.

Fondamentale nel mio percorso di ricerca si è rivelato l’esperimento collettivo esercitato attraverso la partecipazione alle attività di associazioni o gruppi fotografici.

Ho collaborato con enti pubblici e privati, riviste. Talvolta ho pubblicato o esposto i miei lavori.

In basso il logo del Gruppo Fotografico Korda di cui ho fatto parte per molti anni insieme, tra gli altri, a Leonardo Barale, Antonio De Carolis, Sergio Mauriello e, assente nella poladroid, Mauro Navarra.


Alcuni percorsi





I was born in Catanzaro on 4 March 1958 and I live in Rome since 1960.

I try to represent the reality that surrounds me since 1977.
In those years, in certain aspects, difficult, I began to perceive photography as an extraordinary instrument of knowledge and communication. A tool that, through the photographic gesture, stimulates the approach of realities that are sometimes distant and apparently difficult to analyze and interpret.
I also begin to understand the rate of responsibility that the photographic act entails and for this reason alternate, with moments in which the shot prevails, other moments in which it is the study (especially of visual communication) that occupies the time dedicated to photography.

I prefer to express myself through photographic projects, articulated in a series of images, also writing short texts and doing in-depth studies and field research in advance.

With this methodology, over the years I have dealt with the transformations of the territory (in particular the area of Rome), the reflections of these changes on the landscape (and inevitably on the anthropic relationships), of industrial archeology, of social issues also linked to the world of work.

The collective experiment, exercised through the participation in the activities of associations or photographic groups, was fundamental in my research path.

I have worked with public and private institutions and magazines. Sometimes I published or exhibited my works.

Below the logo of the Photographic Group Korda of which I have been a member for many years together, among others, with Leonardo Barale, Antonio De Carolis, Sergio Mauriello and, absent in the poladroid, Mauro Navarra.







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