pasquale aiello
foto e progetti

CAMARDA (2009)


Ci sarebbe molto da scrivere su questa esperienza che mi ha permesso di entrare in contatto con la popolazione terremotata di Camarda. Difficile essere sintetici nel descrivere il dramma, il dolore, la forza ed la voglia di riscatto di questa gente. Affido i miei sentimenti allo strumento che meglio padroneggio ( o tento di fare): le immagini che presento dopo questo testo. Il progetto di solidarietà con la popolazione abruzzese è stato promosso dal Gruppo di Sostegno e Solidarietà nato all'interno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dove lavoro. Il Gruppo si costituì all'indomani del terremoto che colpì l'Umbria nel 1997. Ne faccio parte insieme ad altre persone cui non manca la generosità e la prontezza dell'atto di solidarietà: Paola Snaider, Maurizio Trequattrini, Giuseppe Lotano, Giuseppe Ligas. Anche per il drammatico evento dell'Aquila, e Camarda (sua frazione) in particolare, siamo intervenuti subito in appoggio alla popolazione con la logica di portare un aiuto diretto, sia economico che materiale, evitando la mediazione di altri enti istituzionali. Qui ho incontrato Sandro Spagnoli, poeta, profondo conoscitore del suo territorio e dotato di grandissima sensibilità e capacità di comunicare. Non avrei mai pensato che con Sandro, in pochissimo tempo, si potesse consolidare una fortissima amicizia, fatta di comuni modi di pensare e di agire.

Poche ore dopo il nostro primo contatto, sono entrato con lui nell'abitato ferito di Camarda e nella sua casa semidistrutta in zona rossa per fare le prime foto e per raccogliere alcune cose necessarie ancora rimaste lì: una dimostrazione dell'immediata fiducia accordatami da Sandro. Nella casa, tra scosse più o meno violente (lo sciame sismico sarebbe stato perfettamente avvertibile per parecchi giorni), percepivo lo scricchiolare degli infissi ed il vibrare del pavimento, ed ho potuto avere la terribile prova (ma solo un'idea) di quello che doveva essere successo alle ore 3.32 del 6 aprile.
Purtroppo, nella notte tra il 14 ed il 15 febbraio del 2010 Sandro ci avrebbe lasciati per sempre, vittima dell'interiorizzazione delle macerie e della distruzione portate dal terremoto. Una gravissima e dolorosissima perdita. Strano come nel dramma si scoprano le affinità con persone che non conosci e che riescono a darti molto di più di quello che tu hai tentato di dare loro. Roberto, Jonathan, Manuel, Walter, Dino, Gianna, Giovanna, Felicetto (il pastore barbuto con il basco, fino alla sua morte un autentico "resistente" che viveva nella sua casa terremotata sulla piazza del paese), Franca, Gianluca, Pasqualina (ed il suo pane, il formaggio, il vino, serviti generosamente nella sua osteria/spaccio di alimentari)...alcuni dei tanti che ho incontrato e che hanno lasciato il segno.

Di Roberto, altro poeta a braccio, straordinaria persona, dico a parte perché anche lui mi ha fatto entrare nella sua vita di "anonimo terremotato" facendomi partecipe del suo mondo di uomo di montagna, asciutto, franco, diretto. Ho avuto il privilegio di fotografarlo nella sua casa terremotata, diventata un libro di poesie e sensazioni scritte sui muri. Anche Roberto, come Sandro, duramente colpito dal dramma del terremoto e dalle sue laceranti conseguenze, non ha retto al male di vivere vedendo disgregarsi cose e, forse, persone. Il 13 febbraio 2012 ci ha lasciati anche lui. Le poesie e le frasi scritte sull'intonaco delle stanze, e qui corre una singolare analogia con quanto faceva la compianta e grande poetessa Alda Merini (che scriveva appunti, frasi e numeri di telefono sui muri della sua stanza nella casa milanese) rendono quei versi ancora più importanti e pari a qualcosa di assimilabile alla materia stessa sulla quale sono stati fissati, con il rischio di sparire con quei muri diventati così fragili...con la certezza, tuttavia, di rimanere indelebili nella mente e nel cuore di chi li ha letti e, soprattutto, direttamente sentiti recitare.


"Sandr e Robert" (poesia di Giuseppe Maria Lotano)
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28 giugno 2010 - dopo una riunione nel campo di camarda - foto giuseppe ligas
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28 giugno 2010 - dopo una riunione nel campo di camarda - foto giuseppe ligas
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